Per professionisti e aziende, scegliere un’auto significa valutare non solo il modello e il canone, ma anche l’impatto della mobilità sui costi dell’attività. Con l’avvicinarsi della fine dell’anno e della pianificazione dei nuovi budget, può essere il momento giusto per capire meglio quali vantaggi fiscali può offrire il Noleggio a Lungo Termine.
Settembre segna per molte attività la ripresa a pieno ritmo dopo la pausa estiva, ma coincide anche con un periodo importante per fare il punto sull’anno in corso e iniziare a pianificare quello successivo.
Budget, investimenti, nuove esigenze operative: per professionisti e aziende questo può essere il momento giusto per chiedersi anche come gestire la mobilità nei prossimi mesi.
Tra le soluzioni da valutare c’è il Noleggio a Lungo Termine, che per chi opera con Partita IVA può presentare anche alcuni vantaggi dal punto di vista fiscale.
Due termini, in particolare, ricorrono spesso quando si parla di auto aziendali: deducibilità dei costi e detraibilità dell’IVA.
Sembrano simili, ma indicano due cose molto diverse.
La deducibilità riguarda il costo del noleggio e agisce sul reddito imponibile.
In altre parole, la quota deducibile viene considerata tra i costi dell’attività e contribuisce a ridurre il reddito sul quale saranno calcolate le imposte.
Facciamo un esempio molto semplice: se un professionista ha un reddito di 50.000 euro e può portare in deduzione 1.000 euro di costi, le imposte saranno calcolate su 49.000 euro anziché su 50.000.
Questo non significa quindi risparmiare direttamente 1.000 euro di tasse, ma ridurre l’importo sul quale verranno calcolate le imposte.
La detraibilità dell’IVA, invece, riguarda l’IVA pagata sul canone.
Se, ad esempio, una fattura contiene 100 euro di IVA e nel caso specifico è prevista una detraibilità del 40%, sarà possibile portare in detrazione 40 euro di IVA.
Ed è proprio quest’ultimo punto a essere fondamentale: non esiste una percentuale valida indistintamente per tutte le Partite IVA.
La percentuale di vantaggio fiscale dipende da due variabili: come viene usata l'auto e chi è il titolare del contratto.
Per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 (regole confermate anche nella Legge di Bilancio 2026) il calcolo del fringe benefit sulle auto a uso promiscuo non si basa più sulle emissioni di CO₂, ma sul tipo di alimentazione del veicolo. La base di calcolo resta il costo chilometrico ACI moltiplicato per una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui; su questo importo si applica una percentuale che varia sensibilmente:
Il divario tra elettrico e termico è quindi netto, e destinato a pesare sempre di più nelle scelte di flotta: un'auto elettrica assegnata ai dipendenti genera un fringe benefit imponibile molto più contenuto, con benefici sia per l'azienda sia per il lavoratore in busta paga.
Le regole restano invariate per i veicoli immatricolati e assegnati con contratti precedenti al 2025, per i quali continua ad applicarsi il vecchio schema basato sulle fasce di emissione (dal 25% al 60%).
Rispetto all'acquisto diretto, il Noleggio a Lungo Termine offre due vantaggi che vanno oltre le percentuali di deducibilità:
A questo si aggiunge un elemento spesso sottovalutato: la corretta applicazione di queste agevolazioni richiede una documentazione solida (contratti di assegnazione, regolamenti interni, tracciabilità dei pagamenti per i carburanti) che va predisposta con attenzione fin dall'attivazione del contratto, non recuperata in sede di controllo.
Fonti: normativa TUIR art. 164 e aggiornamenti Legge di Bilancio 2025-2026; dati verificati su fonti di settore aggiornate al 2026.
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